Imber stud

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Published on June 18, 2007

Author: funnyside

Source: authorstream.com

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Slide1:  M. Imber - R. Shapley – N. Rubin Slide2:  Differenze nella percezione di figure reali ed illusorie mostrata attraverso il backward masking – mascheramento tardivo - INTRODUZIONE I ricercatori si propongono di analizzare il rapporto che intercorre tra la percezione di contorni reali (RC)e contorni illusori (IC) mediante compiti di discriminazione di figure e il paradigma del 'backward masking' o mascheramento tardivo. Uno stimolo dai contorni illusori (ICs) può mascherare un altro ICs quando i tempi tra la comparsa della maschera e la comparsa degli stimoli (SOAs), è molto lunga, circa 300 ms, ma al contrario uno stimolo dai contorni reali (RCs) non è ugualmente efficace. Quindi il fenomeno del mascheramento è assente per RCs, infatti non è mascherato ne dalla comparsa di un ICs, ne da quella di un altro RCs. Inoltre si suppone che la differenza di grandezza del target e della maschera proposti possono causare il fenomeno del mascheramento tra stimoli IC Infine il mascheramento tardivo potrebbe essere collegato ad un livello più complesso di elaborazione di figure, dove figure dai contorni illusori e reali sono rappresentate in maniera differenziata Slide3:  Nel tentativo di indagare i fenomeni di percezione illusoria alcuni ricercatori, tra cui il più celebre fu Kanizsa, hanno concentrato le proprie ricerche sulla percezione dei contorni illusori o IC. Questo fenomeno, illustrato nella figura 1, si verifica quando l’osservatore percepisce una superficie che assorbe un insieme di elementi induttori ( o pac-men (A) ) posti su uno sfondo omogeneo. Si pensa che il risultato di questo fenomeno percettivo sia dovuto a una sorta di 'rottura' dei processi che stanno alla base del completamento di contorni reali ed illusori. Per analizzare i sottoprocessi che conducono alla percezione di un profilo illusorio, i ricercatori hanno impiegato tecniche di mascheramento visivo nelle quali l’elaborazione della figura bersaglio è interrotta o alternata dalla presentazione di una seconda figura.Il mascheramento permette di interrompere il flusso dei processi visivi. Lo scopo di questo studio è quello di indagare l’elaborazione di figure IC e RC mediante il mascheramento tardivo Slide4:  Verranno qui di seguito riportati n°4 esperimenti in cui vengono analizzate le varie condizioni di backward masking a sostegno delle considerazioni finali… Slide5:  'Mascheramento tardivo di figure illusorie con quadrato reale ed illusorio' - Ringach andamp; Shapley - METODO Partecipanti 7 soggetti Addestramento dei soggetti svolto in 6 blocchi atti a verificare le normali capacità di discriminazione visiva. Il 1°e il 2° blocco contenevano la stessa quantità di prove ideate per la familiarizzazione del soggetto con il compito. Nel 3°blocco i compiti assegnati sono più articolati dei precedenti . Il 4° e 5° blocco erano identici e contenevano sia compiti facili, sia complessi. Infine il 6°blocco era uguale al 3°. L’obiettivo di questo esperimento è quello di verificare se i quadrati illusori fungono da maschera in modo efficace per le figure illusorie e quanto siano ugualmente efficaci i quadrati reali Slide6:  Successivamente viene visualizzata una schermata bianca Con il punto di fissazione per 43ms Procedura Per dare inizio alla prova i partecipanti premono il tasto di un mouse e sullo schermo compare un punto di fissazione che resterà proiettato per la durata dell’intera prova. Il primo stimolo della sequenza è la figura illusoria e resta proiettata sullo schermo per 83ms. A 125ms dall’inizio della prova è proiettata una maschera 'locale' costituita da quattro girandole che occupano le posizioni occupate precedentemente dagli induttori che costituivano la figura illusoria. Il tempo in cui la maschera locale rimane sullo schermo varia in maniera casuale da prova a prova. Questa schermata risulterà utile per limitare il tempo di elaborazione In seguito viene presentata una seconda schermata bianca per una durata di tempo variabile Infine viene presentata l’ultima maschera costituita da 4 induttori (con α=0) che formano un quadrato illusorio o uno reale. Una volta che la maschera scompare i soggetti dovranno indicare a quale categoria di figure appartiene il quadrato Slide7:  RISULTATI L’effetto del mascheramento risulta efficace solo quando l’ultima maschera presentata è un quadrato IC. Se invece l’ultima maschera presentata è un quadrato RC il mascheramento non è ugualmente efficace. Sono state avanzate numerose ipotesi per spiegare questo fenomeno: in prima istanza esisterebbero differenti popolazioni di neuroni coinvolte nell’elaborazione delle figure IC e RC. Un’altra differenza consisterebbe nel diverso tempo di elaborazione di stimoli IC ed RC. Seguendo una terza ipotesi invece, il mascheramento causerebbe una interruzione di specifici processi, quali: categorizzazione, riconoscimento o completamento di figure IC Slide8:  Il mascheramento tardivo delle figure IC con un basso contrasto dei quadrati reali I soggetti hanno riscontrato che i quadrati reali appaiono più scuri e chiaramente differenziabili rispetto alle figure illusorie . È plausibile pensare che l’effetto del mascheramento sia subalterno ad un effetto contrasto, quindi andremo a verificare l’efficacia di una maschera RC che possiede un contrasto molto più simile di quello delle figure IC. Il contrasto della maschera RC è stato diminuito fino ad un livello appena percepibile. METODO Partecipanti Due soggetti Procedure Il procedimento è identico all’esperimento 1, eccetto per la maschera 2 che presentava un RC di un grigio pallido con un contrasto del –3% rispetto allo sfondo. Slide9:  RISULTATI Nonostante gli osservatori riferissero che la luminosità dei contorni di un quadrato reale fosse simile a quella di una figura caratterizzata da contorni illusori;le funzioni di mascheramento mostravano che il quadrato reale non è un’efficace maschera per una figura illusoria anche quando la luminosità risulta apparentemente simile. Questi dati indicano che la diminuzione di contrasto non migliora la capacità di mascherare una figura illusoria anche quando il contrasto RC è similmente luminoso a quello IC. Slide10:  'Il cross–masking -sovapposizione- tra figure reali ed illusorie' Al contrario degli esperimenti precedenti qui verranno utilizzati RCs come bersaglio per discriminare la figura. METODO Partecipanti 6 soggetti divisi in due gruppi Due sessioni di addestramento Stimoli 1°cornice:stimolo target, dove ogni lato della superficie consiste in piccoli archi circolari tangenti che producono delle 'bocche' 2°cornice: schermo bianco con punto di fissazione 3°cornice: girandola 4°cornice: schermo bianco con punto di fissazione 5°cornice:mask La maschera ora deve toccare i margini della superficie dello stimolo,e si tratta di uno stimolo reale. Slide11:  Procedure Le sessioni variano per il tempo che intercorre tra la presentazione di una maschera e l’ altra (Γ) e per l’ angolo di rotazione dell’induttore (α). Ogni blocco prevede 100 prove, il soggetto completa 40 blocchi per un totale di 4000 prove. RISULTATI Rispetto agli esperimenti 1 e 2, in cui l’andamento delle soglie è maggiore dal momento che veniva utilizzato uno stimolo IC mascherante un altro stimolo IC, in questo caso l’andamento delle soglie è inferiore in quanto si utilizza uno stimolo dai contorni reali (da ~ 0,5° - 1°) Con la latenza di mascheramento qui utilizzata, i contorni reali sembrano essere immuni alla interferenza di un’altra maschera reale o illusoria. In effetti i processi coinvolti nella discriminazione di figure sono più rapidi per i contorni reali che per quelli illusori Slide12:  'Il cross–masking tra figure illusorie di diversa grandezza' I meccanismi coinvolti nella discriminazione di una figura IC avvengono ad una latenza differente rispetto alla discriminazione delle figure RC. Se il mascheramento avviene a stadi precoci di elaborazione visiva, è probabile che sia guidato da caratteristiche fisiche dello stimolo come la grandezza retinica. Se invece il mascheramento avviene a stadi tardivi dell’elaborazione allora il modo in cui il soggetto categorizza e rappresenta cognitivamente lo stimolo può rendere più efficace il processo. Un modo per verificare queste ipotesi è vedere se le figure illusorie più piccole possono mascherare quelle più grandi e viceversa METODO Partecipanti 10 nuovi soggetti addestrati con gli stessi metodi precedenti Divisione in due sottogruppi: uno ha completato la sessione di addestramento utilizzando gli stimoli di Kanizsa, mentre l’altro ha completato la sessione di addestramento in maniera simile ma utilizzando stimoli di grandezza inferiore (70 %) rispetto a quelli del primo gruppo Slide13:  Procedure Le figure più grandi (lunghezza laterale=15,6° - raggio dell’induttore=2°) vengono appaiate a quelle più piccole che sono circa il 70% dei formati originali (lunghezza laterale=11° - raggio dell’induttore=1,4°), così che né gli induttori, né il profilo sovrapposti coincidono con l’ICs più grande. Vi sono comunque 4 possibili combinazioni (largo mascherato da largo, largo-piccolo, piccolo-largo e piccolo- piccolo), 40 blocchi di prove e 20 risultati di funzioni psicometriche. RISULTATI I risultati indicano che l’ICs di diverse misure riescono a mascherarsi a vicenda. Il fatto che il mascheramento di IC della stessa misura sia uguale al mascheramento di IC di diversa misura ci suggerisce che la parte finale del mascheramento è insensibile al posizionamento delle cornici. Ciò presuppone che lo stadio tardivo del mascheramento coinvolga un livello separato dall’iniziale processo di completamento dei profili. Slide14:  Gli stimoli dai contorni illusori (ICs) perfettamente quadrati risultano essere utili come maschera per la discriminazione di una figura dai contorni illusori. I contorni reali non sono efficaci come stimoli mascherati nella fase tardiva del masking, al contrario gli stimoli IC sono efficaci anche quando non coincidevano spazialmente con lo stimolo target. Il mascheramento tardivo che osserviamo è causato da una interferenza a livello della rappresentazione delle superfici illusorie limitate da questi contorni. Questo livello sembra essere indipendente dalle caratteristiche e posizione dello stimolo. Slide15:  Contorni reali ed illusori: possibili meccanismi cerebrali I risultati ottenuti negli esperimenti qui presentati suggeriscono che esistono delle differenze funzionali nel modo in cui le figure reali ed illusorie vengono elaborate nel sistema visivo. Si tratta di differenze spaziali, temporali o entrambi. Quindi è plausibile pensare che per la percezione di ICs e di RCs vengono attivate differenti popolazioni di neuroni Studi fisiologici hanno evidenziato alcune differenze nella relativa efficacia con cui ICs ed RCs attivano le stesse arre corticali. Ad esempio le regioni del Complesso Occipitale Laterale – LOC– necessarie per il riconoscimento di oggetti e completamento delle superfici, sembrano essere attivate in maniera più debole da RCs .Una spiegazione è data presumibilmente dal fatto che RCs potrebbero non avvalersi del LOC nell’elaborazione di figure e il loro processo sembra essere più rapido delle loro controparti illusorie - ICs – Studi elettrofisiologici hanno collegato il LOC ad una componente tardiva dell’EEG la 'Ncl' associata ad un fortissimo livello presemantico di riconoscimento e completamento oggetti, plausibilmente coinvolgendo la rappresentazione delle superfici. Mediante Potenzioli Evento Relati è stata appurata la comparsa della 'Ncl' alla presentazione di compiti che richiedevano la discriminazione ed elaborazione di stimoli IC Slide16:  Anche studi di neuroimmagine funzionale hanno indicato il LOC come regione implicata nel riconoscimento di oggetti ed elaborazione di stimoli IC. Il LOC potrebbe essere specializzato per mettere in atto la consueta discriminazione di figure complete da quelle incomplete.Inoltre, si pensa che quest’area contenga specifici neuroni aventi un campo recettivo a grandezza costante (size – invariant) che rispondono con la stessa costanza anche agli stimoli IC. L’accordo con la comparsa della componente 'Ncl', la natura duratura dell’effetto masking per IC e le ricerche sulla 'size – invariant', suggerisco quindi una stretta connessione tra il fenomeno del 'backward masking' e la comparsa della 'Ncl'. Gli stimoli RC richiedono un investimento di risorse minore degli stimoli IC, quindi verranno generate risposte più piccole e veloci non propense all’effetto del masking. Inoltre i contorni reali riescono a mascherare altri contorni reali in maniera meno efficace e più brevemente dei contorni illusori. Slide17:  Le prove a nostra disposizione suggeriscono che le figure illusorie sono processate in maniera differente da quelle complete e reali I meccanismi neuronali coinvolti nella discriminazione di figure RC hanno campi recettivi a grandezza costante e la cui attività è interrotta da maschere illusorie con una durata superiore ai 400ms dopo la comparsa dello stimolo Le nostre ricerche, infine, propongono un 'MODELLO MULTI-STADIALE' secondo il quale il completamento ed il riconoscimento di figure illusorie dipendono dalla elaborazione di segnali nel complesso occipitale ipsilaterale La presentazione di una maschera durante il periodo critico della componente 'Ncl' è molto efficace per la frammentazione del compito Slide18:  Slide19: 

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